The World Taekwondo Federation
FIST - Taekwondo Italia
Dojang Galeata - S.Sofia (FC) -Italia
Maestro Imperiale Andrea (4° Dan)
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Prima di parlare di
combattimento vero e proprio o combattimento libero è opportuno chiarire
che l'allievo principiante si deve sottoporre ad una prima fase di allenamento
necessaria ad acquisire un corretto assetto posturale ed equilibrio
dinamico. Successivamente si passa ad una seconda fase detta combattimento
prestabilito o combattimento a schemi senza i quali difficilmente si
diventa validi combattenti.
Dopo che l'allievo ha acquisito un certo numero di schemi si arriva al combattimento libero, che pur non essendo l'obiettivo ultimo del Tae Kwon Do è sicuramente il metodo più sicuro per saggiare l'abilità dell'atleta, costituendo un campo infinito di messa in pratica delle tecniche apprese. Attualmente il combattimento è molto diverso da com'era vent'anni fa; le tecniche hanno subito una profonda evoluzione e gli allenamenti vengono studiati sempre più minuziosamente. Grazie ai nuovi step (passi) il combattimento ha acquisito maggior dinamismo e spettacolarità. I combattenti sono così sempre più rapidi e vigorosi, dal momento che sono stati fatti molti progressi anche in quanto a velocità e potenza. E' d'altra parte vero che, proprio per questa evoluzione, l'allenamento richiede una volontà e una costanza sempre maggiore. Se si desidera ottenere tecniche di combattimento sempre più perfezionate bisogna naturalmente esercitarsi molto, affinché le mosse si susseguano in modo istintivo. |
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Questo
e' in effetti un lavoro duro e faticoso, che deve però essere in ogni
caso eseguito, altrimenti il corpo non risponde adeguatamente agli ordini
emessi dal cervello. Se ci si è esercitati negli attacchi, nelle difese
e negli step è necessario imparare a metterli in pratica e provarne
l'efficacia, cercando al tempo stesso di commettere il minor numero
di errori possibile.Inizialmente il fattore basilare per il principiante
è forse quello di non perdere mai di vista l'avversario, poiché' anche
la minima distrazione potrebbe risultare molto pericolosa, comportando
addirittura la perdita della possibilità di ritrovare la sequenza delle
mosse.Il principiante dovrà inoltre abituarsi a non chiudere gli occhi
quando riceve i colpi, anche se e' un gesto istintivo che richiede molto
tempo per essere corretto.
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In
questo modo si impara ad osservare l'avversario e, attraverso un continuo
allenamento, a prevenire le sue mosse.
Una volta assimilata questa tecnica ci si dovrà abituare a non perdere le occasioni giuste, ossia a osservare, prevedere e agire al momento opportuno. Quando si perde l'occasione giusta non rispondendo tempestivamente, è molto difficile che si ripresenti in seguito un'altra opportunità simile. Se consideriamo importante non lasciarsi sfuggire le occasioni, ancor più determinante dev'essere considerato il fatto di creare le occasioni stesse: questo significa che non si può aspettare il proprio turno dipendendo dall'avversario. Per creare tali opportunità bisogna individuare i punti deboli dell'altro. Sebbene tutte queste indicazioni sembrino molto tecniche, si tratta delle abitudini necessarie a crearsi una buona base fin dall'inizio.Elenchiamo ora alcuni elementi fondamentali del combattimento: attacchi; contrattacchi; parate; anticipo; schivata; step; salti; velocità; forza; potenza; flessibilità; resistenza; riflessi; abilità nel non lasciarsi sfuggire le occasioni; abilita' nel creare le occasioni; capacità di prevedere; rapidità; scioltezza; tattica. |
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Come
ho già precisato, la velocità e la potenza sono elementi fondamentali
di qualsiasi tecnica; la potenza in particolare è il prodotto della
velocità e della forza, per cui ci si deve sforzare di raggiungere la
massima velocità per ottenere la massima potenza. Non si dimentichi
che la potenza risulta imprescindibile al momento di intraprendere un
combattimento: senza di essa, per quanto perfetta sia la tecnica, il
risultato sarà sempre scarso.
La scioltezza aggiunge a tutti gli elementi già citati l'armonia. Questo punto non va quindi sottovalutato, tenendo in considerazione il suo rapporto con la flessibilità. Soprattutto durante i primi tempi, quando si comincia ad imparare a combattere, è facile osservare come i movimenti siano molto rigidi. Tutto questo è semplicemente un indizio del fatto che siamo privi di scioltezza. La tattica forse è il fattore più problematico, in quanto varia molto a seconda delle tecniche personali. Le differenze possono essere determinate, oltre che dal tipo di allenamento, anche dal carattere. In genere, quando si dà inizio ad un combattimento ciascun individuo cerca di capire il proprio avversario: quanto più tardi si capisce l'altro, tanto più' difficile risulta il combattimento. Talvolta tutto il processo può rivelarsi molto complicato, per cui ci si deve arrischiare a compiere una determinata mossa affinché l'avversario cada nel tranello e si riveli. Una volta intuite le prime reazioni, si potrà proseguire scegliendo la tattica adatta. Successivamente basandosi su questo metodo, si potrà sbagliare o meno a seconda della propria rapidità di reazione. |
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Compiere
un errore tattico non significa che tutto è perduto; tuttavia in tali
casi è necessario modificare rapidamente il proprio approccio, dal momento
che quando si combatte ormai da diverso tempo si possiedono le nozioni
e l'esperienza necessaria per scegliere una tattica per ciascuno degli
avversari con i quali ci si batte. Se l'avversario scopre subito la
nostra tattica, è meglio modificarla tempestivamente.
Ho in precedenza citato l'importanza dell'efficacia, se si mira però alla spettacolarità più che alla logica, è facile uscire sconfitti. Per crearsi una tattica si deve comunque tenere in considerazione il modo in cui si sono svolti gli allenamenti e valutare, oltre alle qualità, i difetti di velocità, di resistenza e così via. |
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