The World Taekwondo Federation
FIST - Taekwondo Italia
Dojang Galeata - S.Sofia (FC) -Italia
Maestro Imperiale Andrea (4° Dan)


Preparazione atletica



E' importante per chiunque voglia intraprendere uno sport preparare il proprio corpo all'attività fisica che dovrà affrontare.
Questo è valido anche per il Taekwondo che pur essendo alla portata di tutti, è importantissimo, se non fondamentale, prepararsi in maniera opportuna, con il riscaldamento e lo stretching, prima di praticarlo.
Il Taekwondo richiede una attività fisica molto intensa, in cui il sistema cardio-circolatorio viene ampiamente sollecitato, i muscoli e le articolazioni vengono stimolati ripetutamente con una grande mole di lavoro tutte le volte che pugni e calci vengono indirizzati con forza e velocità contro il bersaglio.
Se il corpo non è stato adeguatamente preparato per questo tipo di attività, è molto facile che vengano danneggiate seriamente articolazioni, tendini e legamenti.
Quindi è particolarmente indispensabile mobilizzare correttamente l'area pelvica, con particolare riguardo all'articolazione coxo-femorale e alle gambe, poiché la flessibilità di questi distretti corporei permettono di eseguire al meglio la vasta gamma di tecniche che caratterizzano il Taekwondo.
Ciò non significa però che la pratica del Taekwondo sia indicata solo a chi si trova in perfette condizioni fisiche. Non bisogna dimenticare però che anche per gli esperti di Taekwondo, prima dell'allenamento specifico, è indispensabile sia la fase di riscaldamento sia lo stretching (per l'atleta agonista poi diventano indispensabili le sedute di allenamento per lo sviluppo della forza rapida e della forza esplosiva).
Solo dopo gli esercizi il corpo avrà raggiunto la giusta flessibilità e una robustezza tale da permettergli di iniziare la pratica senza eccessivi timori.
Infine particolare attenzione deve essere posta al sistema con cui viene fatto lo stretching che in genere prevede una prima fase detta facile ed una seconda detta di sviluppo, muovendosi lentamente e senza strappi, in modo da evitare danni provocati da una tensione tendineo-muscolare eccessiva.